1° chakra, muladhara o “chakra della radice”

Posizione: nella parte inferiore del bacino, tra coccige e pube
Colore: rosso

Significato: è la stabilità psichica nelle diverse situazioni della vita, la capacità di governare gli istinti; poiché ha solo un polo, tende ad essere un po' più grande degli altri chakra. È il chakra con cui vengono assorbite le energie della Terra e scaricate le tensioni eccedenti mediante l'atto sessuale.

2° chakra, svadhistana o “chakra splenico”

Posizione: metà inferiore del ventre Colore: arancio
Significato: è il piacere, la gioia di vivere, la sessualità espressa al massimo delle sue potenzialità.

3° chakra: manipura o “chakra del plesso solare”

Posizione: metà superiore del ventre Colore: giallo Significato: è la capacità di agire energicamente, la volontà, l'autostima e l'autonomia personale. In senso spirituale è l'essenza attiva di cui siamo stati dotati.

4° chakra, anahata o “chakra del cuore"

”Posizione: zona pettorale del corpo Colore: verde
Significato: è la capacità di amare emotivamente, provare cioè un sentimento che non parte tanto dalla mente, quanto dal cuore. Occorre ricordare che, nella tradizione yoga, amore e ascolto sono in stretta relazione; spiritualmente parlando, hanno la stessa valenza.

5° chakra, vishuddha o “chakra della gola”

Posizione: nella metà inferiore del collo e a livello delle clavicole
Colore: azzurro
Significato: è la creatività, la comunicazione, la spiccata percezione estetica. I bravi artisti, musicisti e altri servitori dell’arte sono persone nelle quali il vishuddha è ben sviluppato. In senso spirituale, infatti, rappresenta la connessione con l'altrove, l'essere in comunicazione con dimensioni che superano l'umano.

6° chakra, adjnia o “chakra del terzo occhio”

Posizione: grande chakra che si trova al centro della fronte
Colore: indaco
Significato: è la mente tattica, razionale. In senso spirituale è il terzo occhio, come qualità della persona è la fiducia in se stessi.

7° chakra, sahasrara o “chakra della corona”

Posizione: sopra il cranio
Colore: viola
Significato: è la capacità spiccata di pensare strategicamente, cioè abbracciare la situazione con il pensiero; in senso spirituale è la comunione con il Divino, in senso individuale è l'autorealizzazione
  • 1° chakra, muladhara o “chakra della radice”

    Posizione: nella parte inferiore del bacino, tra coccige e pube
    Colore: rosso

    Significato: è la stabilità psichica nelle diverse situazioni della vita, la capacità di governare gli istinti; poiché ha solo un polo, tende ad essere un po' più grande degli altri chakra. È il chakra con cui vengono assorbite le energie della Terra e scaricate le tensioni eccedenti mediante l'atto sessuale.

  • 2° chakra, svadhistana o “chakra splenico”

    Posizione: metà inferiore del ventre Colore: arancio
    Significato: è il piacere, la gioia di vivere, la sessualità espressa al massimo delle sue potenzialità.
  • 3° chakra: manipura o “chakra del plesso solare”

    Posizione: metà superiore del ventre Colore: giallo Significato: è la capacità di agire energicamente, la volontà, l'autostima e l'autonomia personale. In senso spirituale è l'essenza attiva di cui siamo stati dotati.
  • 4° chakra, anahata o “chakra del cuore"

    ”Posizione: zona pettorale del corpo Colore: verde
    Significato: è la capacità di amare emotivamente, provare cioè un sentimento che non parte tanto dalla mente, quanto dal cuore. Occorre ricordare che, nella tradizione yoga, amore e ascolto sono in stretta relazione; spiritualmente parlando, hanno la stessa valenza.
  • 5° chakra, vishuddha o “chakra della gola”

    Posizione: nella metà inferiore del collo e a livello delle clavicole
    Colore: azzurro
    Significato: è la creatività, la comunicazione, la spiccata percezione estetica. I bravi artisti, musicisti e altri servitori dell’arte sono persone nelle quali il vishuddha è ben sviluppato. In senso spirituale, infatti, rappresenta la connessione con l'altrove, l'essere in comunicazione con dimensioni che superano l'umano.
  • 6° chakra, adjnia o “chakra del terzo occhio”

    Posizione: grande chakra che si trova al centro della fronte
    Colore: indaco
    Significato: è la mente tattica, razionale. In senso spirituale è il terzo occhio, come qualità della persona è la fiducia in se stessi.
  • 7° chakra, sahasrara o “chakra della corona”

    Posizione: sopra il cranio
    Colore: viola
    Significato: è la capacità spiccata di pensare strategicamente, cioè abbracciare la situazione con il pensiero; in senso spirituale è la comunione con il Divino, in senso individuale è l'autorealizzazione
#MirificaVitaHaustus

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I sette chakra

Che cos'è’ in realtà il libro dei mutamenti?

Scritto il . Postato in Vibrare.

In origine il libro dei Mutamenti era una raccolta di linee e veniva utilizzato come libro degli oracoli. Bisogna precisare che nell’antichità gli oracoli erano di uso comune e usati ovunque, i più antichi limitavano le loro risposte a un sì o a un no. Questi tipi di risposta li ritroviamo anche nel libro dei Mutamenti, che però vengono rappresentate da una linea intera e una linea spezzata (positiva o negativa, Yin o Yang); il rappresenta una semplice linea continua, e il no una linea spezzata.

Da sempre il legame inscindibile che unisce il linguaggio simbolico di tutte le culture è il sistema numerico binari: un sistema di numerazione posizionale in base 2. Il libro dei Mutamenti è un codice binario ma a differenza de codici dell’informatica (0 e 1), qui troviamo come abbiamo appena visto, una successione di linea continua e linea spezzata.

Le singole linee, già nell’antichità venivano combinate a coppie, a ciascuna di queste combinazioni ne veniva aggiunta una terza linea. Nacquero così otto trigrammi (CIELO, TERRA, FUOCO, ACQUA, MONTE, LAGO, TUONO, VENTO) , che a loro volta combinandosi tra loro generarono 64 esagrammi per rappresentare tutte le diverse situazioni che potevano essere determinate. Infatti gli otto trigrammi erano concepiti come immagini di tutto ciò che poteva accadere in cielo e in terra. Contemporaneamente veniva associata a ciò la consapevolezza di uno stadio di continua transizione proprio come accade nel mondo fisico attraverso il passaggio da un fenomeno all’altro. Così mentre l’esagramma forniva un’immagine globale esistente nell’universo, le singole linee rappresentavano le varie e mutevoli situazioni che da essi potevano dipendere. Il libro dei mutamenti così come afferma Jung ha una dimensione archetipica, in quanto l’uomo ha bisogno di sentire che la propria esistenza è ordinata e contenuta in un universo che non è separato da lui.

La natura nel libro dei Mutamenti si presenta con due pulsazioni, segue il battito del cuore. Un movimento di contrazione che ci porta alla connessione con la terra, che viene rappresentato con due linee spezzate; e un altro movimento di rilassamento che ci porta alla connessione con il sole e le stelle che nel libro viene rappresentato da una linea continua.

Ecco che l’Universo e il Cosmo diventano una grande rete di relazione, molto simile a Internet, e ogni esagramma rappresenta la riproduzione di reali stati cosmici con le combinazioni di forza celeste e forza terrena.

Seguendo l’antico detto di Ermete Trismegisto “COME SOPRA COSI’ SOTTO, COME DENTRO COSI’ FUORI” (da cui del resto è derivata tutta la concezione rinascimentale della dialettica tra microcosmo e macrocosmo) la realtà psichica viene proiettata sul mondo esterno in modo che gli oggetti esterni (gli esagrammi) posseggano potenza e senso.

Da qui deriva la base oracolare del libro, conoscere la realtà significa conoscere il flusso del mutamento, e di conseguenza sapere se, e quando conviene assecondare tale flusso, o se conviene (o è possibile) opporvi.

Oltre che come oracolo, dunque il libro dei Mutamenti ha anche un uso molto più importante, come libro di saggezza. Se ci chiediamo quale sia la filosofia che coinvolge il libro, possiamo ricollegarlo all’idea del MUTAMENTO.

L’I King o libro dei Mutamenti esprime una filosofia che sta alla base del pensiero cinese e in particolare di quello del taoismo, tutta la realtà nasce da due principi fondamentali e complementari: lo yang (o principio attivo, maschile, creativo) e lo yin (passivo, femminile, ricettivo); i due simboli non sono considerati come opposti, nè dotati di attributi morali (il bene contro il male), ma perennemente destinati a fondersi e dividersi in vari modi e in un ciclo infinito.

Così il mutamento viene concepito come la continua trasformazione di una forza nell’altra e in particolare come un ciclo di fenomeni tra loro legati, come il giorno e la notte, l’estate e l’inverno. Il mutamento non è privo di senso, ma è soggetto alla legge universale, il senso (Tao).

L'essenza della realtà è in sostanza il mutamento.

Anche se ci troviamo all’interno di una conoscenza molto remota, le verità che in esso sono contenute ancora oggi la scienza le considera preziose.


I Ching - Il Libro dei Mutamenti Voto medio su 4 recensioni: Da non perdere


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